Il river… e adesso?

Come tutti sappiamo, nel Poker Texas Hold’em ci sono quattro giri di puntate, una prima del flop, una dopo il flop, una dopo il turno e una dopo il river… beh, e fin qui ci siamo :-)
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In verità, l’ultima puntata è quella che differisce da tutte le altre proprio perchè i giochi sono già chiusi e la mano vincente è già stata definita: ecco quindi che dobbiamo abilmente cambiare stile e trovare un approccio diverso studiato appositamente per questa situazione in cui il nostro destino è già stato deciso.

Intanto diciamo che le azioni possibili dopo il river sono sostanzialmente quattro, ossia il caro vecchio bluff, l’indurre gli avversari a bluffare, la blocking bet (puntata difensiva) e la puntata di valore.

Caro vecchio bluff
Eh, qui non basterebbe il sito intero per parlare di lui… ce ne sarebbero di parole da spendere! Sappiamo tutti cos’è, sappiamo tutti come si fa, sappiamo che più le nostre carte sono brutte e più ci viene meglio, sappiamo anche quanto è difficile allestirne uno degno di nota… come potrete intuire, un bluff dopo il river serve a simulare che abbiamo la mano migliore: se ad esempio sul tavolo ci sono quattro carte a cuori, il bluff perfetto è la puntata che fa sembrare agli altri giocatori che noi abbiamo in mano proprio l’Asso di cuori. Certo, se poi invece è un avversario ad avercelo e ci chiama… beh, qui non è che servano molte parole per spiegare l’epilogo della storia…

Indurre un avversario a bluffare
Sembra un tantino machiavellico forse, ma nella realtà chissà quante volte lo abbiamo fatto tutti quanti inconsciamente… con un esempio, riusciremo a spiegarci meglio: supponiamo che un avversario abbia giocato con la speranza di chiudere un colore o una scala, progetto che il river ha frantumato in mille pezzettini, ovviamente a nostro vantaggio (che abbiamo un buon punto in mano). Se ci troviamo a parlare prima di lui, possiamo optare per un check per indurlo a puntare in bluff, e poi chiamarlo facendogli una bella sorpresina.

La blocking bet (puntata difensiva)
Se sappiamo bene di avere una mano mediocre che non siamo certi ci farà vincere il piatto, possiamo puntare quando ci troviamo fuori posizione per scoraggiare gli avversari a fare ulteriori azioni. Quindi è meglio puntare poco rischiando di essere chiamati da una mano migliore della nostra piuttosto che lasciare la parola agli altri giocatori e trovarci a dover decidere se chiamare una puntata ben maggiore.

La puntata di valore
Mentre durante gli altri giri di puntate una puntata di valore è solitamente la mossa migliore da fare, dopo il river le cose si complicano: quando abbiamo una mano molto buona, il dilemma “puntare o non puntare?” prima dello showdown diventa più spinoso. Dovremmo spingere il gioco e correre il rischio di far foldare tutto il tavolo oppure limitarci a un check nella speranza che punti qualcun altro dopo di noi? Qui tutto dipende dal nostro stile di gioco, dall’immagine di noi che abbiamo lasciato trapelare, dagli avversari che ci troviamo di fronte.

Non c’è mai una mossa giusta o una sbagliata, ce n’è sempre una migliore e una peggiore in ogni occasione, dobbiamo decidere in base alle nostre sensazioni e anche al nostro intuito. Ma in ogni mano, una mossa soltanto ci porterà alla vittoria :-D



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