Il teorema di Yeti sul Poker

Quello che stiamo per proporvi ora più che un teorema, è una “storia del nonno”, avete presente quelle “caro nipote te lo dice uno che…”; ecco, il teorema Yeti si basa su questo, non sul nonno, ma sull’esperienza! Per invogliare anche i matematici a leggere questa parte diciamo che è un teorema che si basa sulla somma di showdown + spremuta di neuroni + calcolo di mani giocate = esperienza al tavolo

Il nostro caro amico delle nevi (in realtà il nome deriva dal nickname di un utente di un forum americano che lo ha coniato) dice che se: “Una 3-bet (ovvero rilancio di 3 volte su un rilancio) su un flop arido (che preferibilmente presenta una coppietta) è quasi sempre un bluff.
Che detto in parole spicciole sta a significare che se il flop non presenta il ben che minimo incastro di scala o di colore, e noi rilanciamo al nostro avversario, se l’opponent ci rilancia sopra 3 volte tanto molto probabilmente – secondo il nostro amico peloso – sta bluffando!

Facciamo come sempre un piccolo esempio: al flop si presentano 7-2-2 “modello arcobaleno” (cioè di 3 semi differenti). In mano nostra abbiamo A-7 legando così una bella doppia coppia accompagnata da un ottimo Asso come kicker.
Noi decidiamo di fare check per tendere una trappola in perfetto stile check-raise (si lascia parlare l’avversario per poi controrilanciare a tradimento), il nostro avversario punta, noi allora – che vogliamo dettare il ritmo del gioco – decidiamo che un sano rilancio sia l’azione migliore da fare.

Se l’opponent risponde con un ri-raise di 3 volte il nostro rilancio, seguendo il teorema Yeti potremmo aver trovato un bluffatore (bluffeuse è il termine corretto e non italianizzato), e magari potremmo pure spingere la vasca e metterlo in seria difficoltà e assicurarci un suo fold probabile.

Ci sono in effetti due concetti base che reggono questo pensiero:

  • - se l’avversario avesse avuto un 7, non sarebbe stata una mano abbastanza forte per farci un raise 3 volte il nostro dopo un check-raise;
  • - se l’avversario avesse avuto poi un’altra delle due “paperelle” rimaste nel mazzo (le paperelle sono i 2 per intenderci), avrebbe magari preferito chiamare semplicemente il nostro rilancio per tenderci una trappola.

Sebbene i concetti base del teorema di Yeti siano al 100% quasi inconfutabili, c’è da dire che specialmente nell’ultimo periodo, il poker  è diventato molto più aggressivo, soprattutto il mondo del poker virtuale, rendendo queste perle di saggezza un po’ vetuste e fuori moda, roba non da ciòvani insomma: ma è sempre importante sapere qualcosa in più e magari tenere presente questo teorema facendo un pensierino al prossimo 3-bet che ci capiterà di beccarci in faccia!



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One Response to “ Il teorema di Yeti sul Poker ”

  1. Matteo Says:
    marzo 25th, 2011 at 13:37

    Mi sa che questo articolo sia stato preso un po’ troppo sul serio in questa mano…

    http://www.youtube.com/watch?v=–Qap3VT_ZY

    Ma se lo fa Phil Ivey, va bene.

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