Il WPT e i suoi problemi

Il Bellagio di Las Vegas, sede storica di molti eventi WPTMentre le WSOP targate Harrah’s continuano ad abbattere record su record, il circuito WPT sembra vivere un momento particolarmente delicato. Un’evento come il WPT Championship da 25.000$ ha avuto un field di partecipanti eccezionalmente risicato: 195 giocatori per un’evento che nel 2007 aveva fatto registrare 639 concorrenti, sono numeri che il management di Partypoker – nuova proprietaria del circuito – non può certo accettare.

Per i puristi del poker il basso numero di partecipanti rende il torneo ancora più affascinante, anche perchè se il livello di partecipazione numerica è stato inferiore alle aspettative, non si può dire altrettanto per la qualità dei giocatori arrivati al Bellagio. Sono eventi così “ristretti” che possono garantire dei tavoli finale di assoluto valore, scartando giocatori dal pedigree non troppo raffinato.

Il problema più importante da risolvere per quelli di Partypoker, è l’impossibilità di poter creare dei satelliti per accedere al torneo – il gioco online negli Stati Uniti non è consentito – rendendo gli stessi troppo selettivi e poco “attraenti” al pubblico che arriva dell’online. Realtà ancora più evidente se si guarda a circuiti come quello EPT – che quest’anno ha fatto registrare numeri record – dove ci sono satelliti adatti ad ogni tipo di tasca.

A corredo di ciò va fatta anche una ulteriore considerazione parallela: l’EPT può contare su un (peraltro ovvio) radicamento nell’utenza europea, mentre il WPT, concentrando la maggior parte dei propri eventi nel continente americano, dovrebbe contare a sua volta su uno zoccolo duro di players provenienti da USA e paesi limitrofi. Se però il serbatoio dei satelliti online non può essere adeguatamente utilizzato, ecco spiegate le “secche”.

Jack McClelland, direttore dei tornei del BellagioIn questo senso, il progressivo spostamento strategico dell’asse WPT verso l’Europa (il ritorno a Parigi, il WPT Londra, gli esperimenti Bucarest e Cipro, ndr) può certamente venire letto come un tentativo, da parte della proprietà del circuito, di rimettere in discussione le vecchie gerarchie geografiche del poker live internazionale.

In definitiva, la certezza è che un torneo live dal buy-in elevato, senza un’adeguata struttura di satelliti online, è formula per molti versi penalizzante.
Jack McClelland, direttore dei tornei al Bellagio, conosce alla perfezione la situazione e si sente come “un maratoneta che corre con una gamba sola rispetto ai rivali” ed infatti concorrenti quali Pokerstars si avvantaggiano dell’attuale legislazione.
Per il momento quindi, il Bellagio e il WPT, stanno pagando lo scotto di una legislazione che ai più sembra essere arcaica, e nonostante una liberazione che sembra dover arrivare in tempi brevi, almeno a detta di alcuni giuristi alcuni stati potrebberò finalmente accettare il gioco online, il prezzo da pagare sta diventando davvero troppo alto.



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