La morte del poker live in Italia

Stamattina abbiamo appreso la “bella” notizia che dimostra ancora una volta che i politici che fanno le leggi, non sempre sanno di cosa parlano.

morte-club-poker-italiani

L’articolo che non avremmo voluto scrivere ha purtroppo preso realtà. Avete letto bene il titolo…. dite addio alle partite di Poker Texas Hold’em nelle poker room italiane. Il parlamento ha approvato il disegno di legge che prevede una ferrea regolamentazione delle poker room, dettando regole che pochissimi potranno garantire (una su tutte un deposito bancario di 1,5 milioni di euro….).

Il poker era diventato un passatempo, un modo per conoscere persone nuove, passare un po di ore divertendosi, un pretesto per stare tra amici… e magari vincere un po di soldini… e ogni tanto, sognare di entrare in qualche torneo che avrebbe potuto portarci a Las Vegas. Ma questo i politici non l’hanno capito. O non hanno voluto capirlo… almeno oggi abbiamo capito una cosa: Berlusconi non gioca a Texas Hold’em!

Siamo schifati e delusi di questo paese che favorisce al meglio le “macchinette da bar” e con la scusa di “regolamentare” il Poker, mette dei paletti che il 99,99% delle poker room italiane non può permettersi. Ma si sa… le macchinette rendono più soldi allo stato di quanto lo facciano i tornei da 5-10 euro a persona che noi amiamo tanto. E volete mettere, con le macchinette collegate in tempo reale con la Guardia di Finanza, lo stato sa subito quanto sta guadagnando…. volete mica che i nostri politici rischino di doversi ridurre lo stipendio? Poverini…..

Ancora una volta grazie a questo nostro stato che come sempre ha dimostrato di NON CAPIRE UN CAZZO dei giovani, delle loro passioni e di che cos’è un gioco di abilità. E ora, come si apprende su Lucignolo, visto che i poker club saranno costretti a chiudere, facciamo come fanno tutti i giovani e andiamo ad alcolizzarci in discoteca, visto che a quanto pare è l’immagine che hanno di noi i politici italiani.

Noi di VivereDiPoker, apriremo un sito di Briscola Texas Hold’em… almeno finchè non ci leveranno anche questa!

Eccovi la notizia da GiocoeGiochi.com



Viva la Fiches - Il manuale del Poker Texas Hold'em
 
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4 Responses to “ La morte del poker live in Italia ”

  1. doncic Says:
    giugno 25th, 2009 at 17:31

    non ci sono parole per quello che sta per accadere.. una cosa a dir poco scandalosa… meglio veramente secondo il nostro paese andare a bere e a distruggersi in giro piuttosto che far spendere 5 euro al tavolo verde. ma che tristezza!! hanno paura che le famiglie sputtanino i soldi con il gioco? allora bannate il bingo il lotto i gratta e vinci e le scommesse. li si perdono ben più di 5 euro!! vergona!!
    ragazzi!! per divertirci dobbiamo solo prendere d’assedio i bar!! per poter fare una serata tra amici andiamo a scolarci decine e decine di pinte!! tanto… non è reato!! spendere 5 euro e divertirsi tra amici e passare 2 3 orette tranquilli si!!

  2. jano Says:
    giugno 27th, 2009 at 13:36

    sono sbigottito…

    non tanto della illegalizazione dei tornei live di poker “SPORTIVO” ma quanto più del fatto che I NOSTRI POLITICI, gente con potere decisionale ed amministrativo, preferiscano usare quel potere per LECCARE IL CULO (scusate il linguaggio) a chi detiene il controllo in uno specifico settore in cambio di una percentuale non dichiarata, meglio conosciuta come TANGENTE ! (ma non diteglielo sennò vi danno del sovversivo antipatriotico)

    se qualcuno di voi ancora non crede che i “potenti” di una nazione potrebbero arrivare a tanto per scopi speculativi atti a se stessi, allora e il caso che diate un occhiata qui.

    http://www.luogocomune.net (sezione 11 settembre)

    scusate l’OT che nulla centra con il mondo del poker ma ritengo possa aiutare a comprendere meglio notizie come questa.

  3. Stefano (pupe1978) Says:
    giugno 30th, 2009 at 08:36

    Ragazzi dal mio punto di vista non c’è nulla di cui stupirsi in questa legge…era ovvia e scontata, l’unica domanda era “Quando?”
    Il poker sportivo all’interno dei circoli, cosi come li intendiamo ora, è stato consentito con l’unico scopo di avvicinare più persone possibili alla disciplina in questione…e direi che l’esito è stato buono…dopodichè l’interesse dello Stato è quello di trasferire i giocatori sull’Online, facilmente monitorabile e che da ottimi ritorni in tasse all’erario.
    Se devo dirla tutta, seppur sia un giocatore e frequenti le poker room, non è sbagliato regolamentare un mercato scriteriato in cui chiunque può aprire una sala, senza alcun vincolo o controllo, e soprattutto raccogliere iscrizioni senza rilascio di alcuna attestazione fiscale…non possiamo lamentarci degli evasori fiscali e consentire che tutte le giocate siano fatte assolutamente “in nero”.
    Pensate a quanta liquidità gira (noi lo vediamo solo come un gioco ma qualcuno potrebbe vederci una possibilità di riciclaggio…) senza che si versi un minimo di tasse…
    Secondo me, come in tutte le cose, una via di mezzo tra i punti di vista sarebbe la cosa migliore…la vendita delle licenze cosi com’è programmata è questione per pochi intimi (i titolari delle poker room online…) e nelle piccole città vedremo scomparire i circoli ed i tornei…ma allora io dico, non si potrebbero vendere licenze simili a quelle per un bar??? Già si farebbe una bella scrematura e rimarrebbero solo alcuni circoli (probabilmente i più seri)…e poi basterebbe dire con fermezza che d’ora in avanti i controlli saranno rigorosi e che per l’iscrizione ai tornei si dovrà emettere normale scontrino fiscale (o ricevuta).
    .
    Una soluzione semplice e banale ma che renderebbe tutti contenti, lo stato che incasserebbe le tasse, i circoli che potrebbero sopravvivere ed i giocatori che avrebbero ancora il loro passatempo preferito a 2 passi da casa (e fidatevi che nessuno di noi smetterebbe di giocare per i 2 euro in più che spenderebbe ogni 20 di iscrizione per le tasse).

    Ciao

  4. admin Says:
    giugno 30th, 2009 at 18:29

    Grazie per il tuo commento saggio ed intelligente.
    La pensiamo esattamente come te, in ogni punto che hai affrontato!

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