Mamma, da grande voglio fare il PRO!


Credeteci se vi diciamo che da quando il Poker é sbarcato in Italia a pieno regime tra le figure di astronauti, pompieri, dottori, poliziotti, calciatori e veline, la figura del giocatore di Poker ha conquistato il cuore di molti bambini e altrettanti adolescenti, ragazzi… e tanti, tanti adulti.

AhiNoi, essere giocatori di poker é facile, basta aver 18 anni, iscriversi a qualsiasi poker room online, o avventurarsi in qualche casinò e il gioco è fatto: poi magari con il berrettino della poker room dove giocate in testa,e un biglietto per Las Vegas (in realtà é per il vostro viaggio di nozze) potreste anche sembrare dei giocatori navigati ma, essere dei PRO, é tutta un’altra cosa. La domanda da porsi al principio é probabilmente solo una: “cosa vuol dire essere un PRO?
Un PRO, ovvero un poker player professionista, non é il ragazzino che vince l’ultimo IPT regalatogli dal papà e poi finisce nell’anonimato, e nemmeno il giocatore che per un anno su sharkscope é sempre in attivo o che vediamo ad un tavolo tv su canale 222 di SKY. No, essere un PRO é ben altro e anche in questa categoria bisognerebbe fare alcune precisazioni da veri pignoli (con tutto il bene che vogliamo a Darietto e Pippo, ahiNoi non possiamo affiancarli, per ora, a mostri sacri quali Ivey, Hellmuth, Antonius, Isildur questi fatturano milioni di dollari all’anno, e non sporadicamente…).

Ma tornando a noi,un PRO é un giocatore che di Poker ci vive, ma ci vive da anni e con un guadagno fisso a 6 zeri! Mai come nel Poker sentiamo parlare di: “stelle nascenti dell’online” oppure di “grinder per eccellenza” e dopo qualche mese, massimo un anno, sono persi nel dimenticatoio e con un freccia su SharkScope che punta verso il profondo rosso.

Oltre che bravura, passione e tanto studio le due cose principali che vi serviranno, se questo é il cammino che avete in mente di percorrere, sono due: soldi e  tempo… tanto, infinito, tempo. Se di questo sport vorreste farne una professione, il tempo per far altro sarà veramente contato col contagocce.
E mettetevi il cuore in pace… sono pochi, troppo pochi quelli che da 10 euro hanno costruito un impero; molti hanno dovuto investire ingenti somme, con costanza, pazienza, studio, disciplina e un “piccolo” pizzico di fortuna, sono riusciti ad affermarsi in questo mondo.

Certo é che ci vien solo rabbia a vedere certi Buffon, Totti, Filippo Bisceglie, Cristina Quaranta (e potremmo continuare all’infinito), venir sponsorizzati e quindi “aiutati” (loro che ne hanno tanto bisogno…) ad arrivare dove noi ci impiegheremmo come minimo un due anni… Sicuramente con tutti quei milioni in “sponsor” così spesi bene, tanti giocatori forti, ma senza la possibilità per affermarsi, ora sarebbero magari a giocarsi un World Series e non in ufficio a rispondere “Si, capo“… Ma questo è un altro discorso e ci perderemmo in ore ed ore di discussioni (e incazzature).

Sta di fatto che essere un PRO é il sogno di tutti i giocatori, ma che purtroppo pochi ci arriveranno, molti saranno fermati a metà strada per poi “scivolare indietro” e molti nemmeno ci proveranno. Molti vinceranno i milioni, altri si nasconderanno dagli strozzini, altri ancora godranno anche solo a ricordare quel torneo in cui, usciti in bolla, avrebbero potuto arrivare primi e vincere un sacco di soldi. Ma tutti convinti di una cosa: “alla fine, ce un piccolo PRO in ognuno di noi“!



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