Orgoglio e Poker, combinazione poco vincente

Quante volte vi è capitato di esclamare “questo $T®*** mi ha sculato con quella mano!!! Ora gli gioco contro“… ecco, questo non va bene. Vi spieghiamo perchè. viveredipoker-orgoglio-al-tavolo

Detta tra noi, incazzarsi è normale e spesso decisamente giustificao, ma è meglio separare orgoglio/incazzature dal poker. Quando il nostro ego si siede al tavolo con noi, rischia di farci fare errori, brutte chiamate, insomma giochiamo male.

Ecco le situazioni da evitare e come farlo.

1 – Vendicarsi di una sculata
Gli scoppi sono sempre dietro l’angolo e quando i nostri AA vengono battuti da un 7 e 2 viene voglia di spaccare il monitor. Non facciamoci prendere dal nervoso, prendiamo un bel respiro, a costo di metterci in sit-out per alcune mani se lo stack e i bui ce lo permettono e facciamo altro per un paio di minuti. La rabbia fa commettere davvero troppi errori. Rilassiamoci un attimo e ricominciamo pensando che quella, dopotutto, era solo una mano e siamo ancora in gioco.

2 – Giocare contro l’aggressivo del tavolo
Con i bui alti è normale che parta il furto dei bui (il blind stealing) e se siamo noi quelli corti vittime dei furti non impuntiamoci giocando al rilancio solo per dimostrare che non ci facciamo rubare le fiches. Aspettiamo una buona mano, se possiamo, e rilanciamo pesantemente. Anche in questo caso l’orgoglio rischia di farci fare una mossa insensata, mentre l’attesa e la pazienza potrebbe farci tornare in pista.

3 – Tirarsela
I bluff sono all’ordine del giorno, ma evitiamo di tirarcela per un bluff o anche una bella giocata. Non abbiamo bisogno di mostrare agli altri se siamo bravi. Lo capiranno da soli… e comunque quello che conta davvero è vincere la partita, non farci vedere dei campioni.



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