Paura ed ansia da prestazione… al tavolo da Poker

Paura eh…
Questa sensazione è una delle più comuni nel Poker. Ma conosciamo meglio questo stato della nostra mente.

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Quando siamo seduti a un tavolo verde ed affrontiamo una partita del nostro amato Texas Hold’em, siamo spesso sopraffatti da un turbine di emozioni che ci fanno sentire letteralmente vivi: il batticuore per un full al flop, il timore di venire scoperti per un bluff e l’eccitazione nello spizzicare le carte che ci vengono assegnate dal dealer fanno parte di quella gamma di sensazioni che ci danno quelle scariche di adrenalina che soltanto il poker ci sa regalare.

C’è però tra tutte un’emozione che il nostro corpo non sa controllare ed è la paura: quante volte abbiamo sentito dire (o abbiamo detto noi stessi) “ho foldato perchè avevo paura che avesse colore” piuttosto che ” quell’Asso sul flop mi ha messo paura”?

Dobbiamo innanzitutto specificare che – per gli psicologi – questa NON è reale paura: l’uomo, come tutti gli animali, prova un reale senso di paura soltanto quando si trova in pericolo di vita. Le altre sensazioni che per noi sono “paura” si traducono invece come uno stato d’ansia, agitazione, disagio che nel caso specifico influenzano il nostro modo di giocare.

Ognuno ha un suo modo di reagire agli stati d’ansia, c’è chi si butta a capofitto in una situazione per scongiurare il pericolo di venire sopraffatto da questa emozione e chi invece tende a scappare a gambe levate per evitare di dover fare i conti con ciò che gli provoca disagio.

In ogni caso, comunque, il corpo risponde allo stesso modo: le mani che sudano, il cuore che inizia a battere più forte, il sangue che scorre a fiumi e una sensazione di calore che ci fa pensare che potremmo esplodere da un momento all’altro.

Se ad esempio immaginiamo di avere una mano abbastanza forte ma certo non imbattibile e l’avversario prima di noi chiama l’all-in noi come ci sentiamo? Voi come vi sentite?

L’uomo sin da bambino impara a riconoscere l’ansia e la paura, sa distinguere le situazioni che lo mettono a disagio e – solitamente – sa anche come evitarle: chi soffre di vertigini sa certamente che salire sul bordo di un balcone al settimo piano non è esattamente il modo migliore per sentirsi a proprio agio.

Ma ciò che dobbiamo imparare è saper trasformare la paura, riuscire quando possibile a tramutarla in energia e trasferire questo condizionamento per la nostra vita in una situazione che siamo invece in grado di gestire.

Un esempio sul tavolo verde ci aiuterà certamente: se abbiamo in mano una coppia di Kappa servita e al flop scende un Asso, è facile individuare che cosa possiamo temere: che qualcuno abbia legato l’Asso, e che quindi ci batta con una coppia maggiore della nostra. In questo caso, possiamo trasformare la paura dell’Asso con una decisamente più costruttiva, ossia il puntare così forte prima del flop da non essere seguiti nel gioco dai nostri avversari e quindi il timore di aver guadagnato soltanto i bui e non aver fatto fruttare al massimo la mano.

Beh, c’è però da dire che anche questi stati d’ansia rendono il Poker Texano così bello: in fondo, quindi, non è necessario salire sulle montagne russe per avere quella scarica di adrenalina che è capace di farci tremare e sentire vivi come pochi sport sanno fare.



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