Perchè il Texas Hold'em viene chiamato Poker Sportivo

Quante volte abbiamo sentito chiamare “Poker Sportivo” il nostro beneamato Texas Hold’em e vi siete mai chiesti perchè?

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L’immagine stereotipata del Poker visto come gioco d’azzardo da giocare in ambienti privati in cui il fumo e le banconote regnavano sovrani è ormai destinata a  diventare un ricordo di tempi passati. E questo grazie al Poker Texas Hold’em, o meglio grazie al Casinò Harrah’s!

Fu infatti questo casinò a spingere i campionati mondiali di Poker (non solo quelli di Poker alla Texana, ma tutte le sue varianti) e a portarlo sotto le luci dei riflettori delle tv americane.

Da lì nacque la volontà/necessità di dare una sorta di regolamentazione per portare il Poker alla massa. Ciò avvenne con l’introduzione di poche e semplici regole che permisero il passaggio dal gioco a soldi (con le banconote appoggiate al tavolo verde) alla formula a torneo vero e proprio.

E’ proprio questa formula di torneo che, con l’acquisto della quota di ingresso (il buy-in) e lo svolgimento con un numero di fiches pari per tutti i partecipanti che determina l’aspetto maggiormente sportivo.

Se a questo aggiungiamo il fatto che è coinvolta una componente di abilità non indifferente (saper “leggere” l’avversario, saper calcolare le probabilità, avere nervi saldi, saper applicare la matematica al Poker, conoscere la psicologia coinvolta nel gioco) allora appare chiaro come il Texas Hold’em non possa essere paragonato minimamente al gioco d’azzardo dove chi vince è sempre e solo il banco!!



Viva la Fiches - Il manuale del Poker Texas Hold'em
 
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