Provaci ancora zio Phil…

È da fine maggio che sono iniziate le WSOP 2011 e fino a pochi giorni fa non ci avevano dato “grosse” emozioni; diciamocelo, anche se molti di noi sbaverebbero per partecipare anche a solo uno dei 58 eventi in programma alle WSOP di questo 2011, quello che tutti noi di più amiamo e aspettiamo con frenesia, è il “Main Event No Limit Hold’em”, il classico dei classici, il 10 mila bigliettoni di buy-in, in programma per il 7 luglio. Ma cari lettori, proprio pochi giorni fa, precisamente il 9 giugno, si è giocato un evento che ha richiamato la nostra attenzione
perchè c’era il nostro tanto amato zietto Phil “Poker Brat” Hellmuth!
Mister 11 braccialetti era vicinissimissimo all’impresa, si è dovuto arrendere all’HU finale perso contro un “novellino” del poker, un certo John Juanda (5 braccialetti per lui, Pro del Team Full Tilt, e 11 milioni e 774 mila dollari vinti in carriera) quindi non proprio un donk! Ma com’è possibile zio Phil??

Ma noi lo scusiamo! Prima di tutto non era nel suo territorio, dovete sapere che l’evento, numero 16 nello specifico, era un “No Limit Deuce to Seven Draw Lowball” e non un “No Limit Hold’em” dove lo sappiamo, Zio Phill “schiva anche le pallottole”; se poi vogliamo metterci 10 mila dollari di buy-in, 126 giocatori, un tavolo finale composto da niente po-po di meno che: Greg Raymer (the Fossilman), Joe Cassidy, Nick Schulman, David Baker, John Juanda, Hasan Habib, Richar Ashby, si insomma, 19 braccialetti WSOP presenti, allora lo zio Phill può essere perdonato!

John Juanda, si porta a casa 367 mila dollari, zio Phil 226 mila, ma John a fine torneo ha dichiarato: “Sono rimasto impressionato dal modo in cui ha giocato Phil. Ha fatto davvero una grande giocata contro Joe Cassidy che l’ha portato ad essere chip leader; ho sentito tanta gente dire che Hellmuth non potrebbe giocare nessuna variante oltre l’Hold’em, ma stasera ha giocato davvero bene. Se le carte gli avessero sorriso sul finale, sarebbe lui qui in piedi a fare questa intervista”.
Beh, che John fosse un vero “signore” del poker lo si sapeva, sempre educato, rispettoso, un piccolo “Lord” del green table e quindi noi ci togliamo il cappello dinanzi al 5° giocatore nella “All Time Money List” ma non possiamo che essere amareggiati per la sconfitta del nostro zio Phil.

Così il sogno di allungare di 2 lunghezze (in termini di braccialetti) da Chan e Doyle è rimandato ma noi siamo certi, che prima o poi, vedremo un nuovo braccialetto luccicare sul polso del nostro beniamino e quindi non possiamo far altro che salutarvi e concludere con una delle massime più famose del nostro Phil: “I can dodge bullets baby



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