Psicologia nel Poker: il naso

Dopo aver visto quali parti del corpo possono tradire il nostro avversario, ne affronteremo una strana: il naso!

naso-pokerGli avvocati, i poliziotti che fanno gli interrogatori e psicologi lo sanno bene: le persone si toccano il naso per nascondere le emozioni e tranquillizzarsi. Le persone si toccano spesso il naso ma quando lo fanno giocando a Poker potrebbero dirci (involontariamente) qualcosa.

Quando siamo stressati il naso tende ad “asciugarsi” per disidratazione, i peli al suo interno tendono a raddrizzarsi e diventano più sensibili al movimento dell’aria. Se lo tocchiamo, lo schiacciamo un po e lo strofiniamo è per farlo tornare ai livelli normali. Strofinare il naso, inoltre, serve per rilassare i nervi al suo interno per via del rilascio di tossine “rilassanti” che questo comporta.

Il Poker è un gioco stressante, e lo stress aumenta quando bluffiamo, siamo a corto di fiches, siamo costretti a foldare o quando siamo vicini al premio finale.

Il naso si “arriccia” all’insù quando sente un cattivo odore, ma anche quando le cose “non vanno come vorremmo” ad esempio in un brutto flop… Proprio così… il naso diventa “fastidioso” e necessita di essere “calmato” quando le cose non vanno bene. Nemmeno i professionisti sono immuni a ciò, è un gesto istintivo quello che fanno le mani, cioè cercare di rilassare una parte del nostro corpo che si comporta in maniera “anomala”.

Allo stesso modo, le narici tendono a dilatarsi in caso di piacere (anche fisico) come quello che ci provoca una mano ottima o un punto nuts (imbattibile).

Sappiamo che non è facile osservare dettagli così piccoli come le narici, ma ora sappiamo che abbiamo un’arma in più per giocare (e vincere) a Texas Hold’em.



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One Response to “ Psicologia nel Poker: il naso ”

  1. Matteoweb Says:
    giugno 10th, 2009 at 17:56

    Ok, d’ora in poi giocherò solo col raffreddore! Tiè!

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