Psicologia nel Poker: la bocca

Tra i tanti comportamenti involontari del nostro corpo, merita un capitolo a parte la bocca.
poker-boccaSi sa, la bocca è una dei principali indicatori dello stato emozionale delle persone: un sorriso sincero, un sorriso forzato e nervoso, il moridicchiarsi nervosamente le labbra, ecc ecc ma pochi sanno che durante una partita dal vivo di Texas Hold’em sarebbe meglio coprirsi la bocca piuttosto che gli occhi!        

Come abbiamo visto per il naso, anche in questo caso il corpo tende involontariamente a “tranquillizzare” la bocca. I bambini lo fanno ciucciandosi il pollice o il ciuccietto, gli adulti mordicchiando una penna, fumano una sigaretta, masticando un chewingum, bevendo o mangiando.

Ma vediamo meglio i comportamenti della nostra bocca in assenza di elementi esterni.
Quando siamo contenti o comunque siamo sereni, le nostre labbra si gonfiano, quando siamo nervosi e non ci sentiamo a nostro agio, invece, le labbra tendono a comprimersi tra loro e ad assottigliarsi.

Detto ciò è facile capire come le labbra si rilassino quando il nostro avversario ha in mano una coppia (o anche A K ad esempio) e quando invece tenderanno a stringersi nel caso abbia una mano sfortunata. E’ estremamente raro che questi due comportamenti rivelino cose diverse.
 

I sorrisi.
Anche i sorrisi sono chiare espressioni di benessere, ma possono essere (facilmente) simulati, ma non del tutto: quando un sorriso è sincero i muscoli facciali tendono a coinvolgere gli zigomi e alzare gli occhi e gli angoli delle labbra puntando proprio verso gli occhi. Un sorriso falso fa spostare gli angoli della bocca verso le orecchie anzichè verso l’alto.

Come sempre il nostro consiglio è: fate tante partite dal vivo con gli amici, guardate più i loro gesti piuttosto che le vostre carte. Investite qualche partita, anche perdendola, per imparare a leggere sempre di più i vostri avversari. Un vero giocatore di Texas Hold’em si basa più sulla capacità di studiare gli altri giocatori al tavolo piuttosto che sulla fortuna!

E ricordatevi, quando osservate i vostri avversari al tavolo fatelo nel momento in cui loro vedono le carte: i comportamenti sinceri sono quelli che spariscono subito per lasciare spazio alle “facce da poker”.

Insomma, volete vincere a Poker anche voi? Avete la possibilità di giocare a Texas Hold’em dal vivo? Approfittatene e chissà che non abbiate doti innate di capire i bluff dei vostri avversari… e se proprio queste doti non sono parte del vostro bagaglio genetico, studiatevi i nostri articoli sui comportamenti involontari al tavolo verde e capirete che la fortuna ha un ruolo marginale… La componente fondamentale per le vostre vittorie sarete VOI!



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One Response to “ Psicologia nel Poker: la bocca ”

  1. DeLaVega Says:
    agosto 6th, 2009 at 23:38

    …mi addentro per la prima volta in questa parte del sito; molto utile ed intreressante. A tal proposito vorrei segnalarvi un libro che ho letto per altre ragioni e che ho poi ritrovato utile proprio per il poker. il libro si intitola: -”Perché mentiamo con gli occhi e ci vergognamo con i piedi?” di Allan Pease e Barbara Pease.
    Descrive posture e segnali che possono essere interpretati o ancor meglio attuati da noi stessi per trarre in inganno i nostri interlocutori. Pare infatti che davanti ad alcuni “segnali” le risposte siano inconscie perchè acquisite all’istinto da migliaia di anni.
    Non so se sono stato chiaro; in pratica se uno vuole leggersi il libro scopre come simulare anche i comportamenti altrimenti il mio “sito preferito” già offre tutto il kit indispensabile del bravo giocatore. Saludosssssssssssssss!

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