Sit&Go Mania – ep. 1

Eccoci qua cari lettori con una nuova rubrica settimanale “Sit&Go Mania“; ebbene si, VivereDiPoker.com ha deciso di dedicare tutte le settimane uno spazio riservato solo ed esclusivamente ai Sit&Go, come gestirli, cosa fare… insomma, come vincerli!

Seguiteci, non ve ne pentirete! ;)

Sperando voi siate pronti per conoscere tutto ciò che riguarda questo fantastico universo, partiremo oggi andando ad analizzare quali mani giocare, come comportarci e soprattutto come vincere nella fase “LOW BLIND” (ovvero iniziale) di ogni Sit&Go.

Nella prima fase, la low blind, ci sono 3 tipi di mani che potremmo definire giocabili: le “monster” (AA, KK, QQ, AK), le mani “solide/mediocri” ovvero con grandi potenziali post-flop (44, 55, 66 ,67 ,78 ,9T) e le mani da “lupin”, ovvero da furto in late position.

Partiamo quindi con le mani più forti che potrebbero capitarci, le “monster“!!! Sappiamo certamente che con queste mani dovremmo rilanciare o controrilanciare forte prima del flop, soprattutto in quei Sit&go turbo/low stakes con lo scopo in primis di accumulare chips, ed in “secundussss” di limitare il numero dei nostri avversari. Quando in mano ci troviamo QQ, KK, idealmente vorremmo intascarci un discreto piatto prima del flop, soprattutto con le due donne; nel caso ci fossero stati molti raise prima del flop, e noi ci trovassimo in early position, dovremmo prendere in considerazione due fattori: controrilanciare su un eventuale raise ma essere pronti a foldare al flop, se in molti avversari avessero optato per u call senza rilanci e noi non avessimo chiuso un tris.

Se il nostro raise fosse chiamato, ed un maledetto ASSO venisse girato sul board, metterebbe in pericolo le nostre donne, o i nostri K, e l’azione corretta sarebbe foldare nel caso molti giocatori seguissero l’azione. Con le donne un K, e con i kappa un A, sono comunque tutte ipotetiche carte che i nostri avversari potrebbero avere in mano, e se prima di compiere la nostra azione, non mostrassero un segno di insicurezza (facendo almeno un check, o un raise anomalo), ci toccherebbe foldare. Nel caso in cui ci fossero invece pochi avversari, e questi avessero mostrato tells di debolezza, ignoriamo completamente l’overcard scesa al flop e puntiamo circa 1/2 del pot.
Nel caso in cui noi fossimo i primi a fare l’azione preflop, dovremmo sempre desiderare di pushare con una coppia alta servita, perchè ci ritroveremmo a giocare un grosso piatto e in una fase come la low blind questo sarebbe un bel vantaggio; supponendo però, che non siate voi gli “aggressori”, ma che un avversario vi mettesse all-in, a seconda dell’azione, con in mano QQ o anche KK, potreste essere obbligati a lasciare la mano questo perché in fase low blind (1° e 2° livello di bui) gli all-in richiedono di avere un netto vantaggio di chipleading se voi foste il giocatore destinato a fare call.

Mano esemplificativa n.1:
Tavolo: 9 giocatori
Livello dei bui: 15-30
Le nostre chips: 1500
La nostra mano: QQ

L’azione: L’under the gun ha 1300 chips (che d’ora in poi chiameremo UTG) inizia l’azione rilanciando 75 chips. I tre giocatori successivi foldano.
Cosa fare?: Rilanciamo 3,5x, fino a 260 chips; noi vogliamo vincere il pot subito o limitare l’azione al massimo a due avversari. 3x,4x, sono puntate solide che spaventano.
L’azione: Tutti i giocatori all nostra sinistra fanno fold, tranne il big blind, giocatore che abbiamo definito tight-aggressive nel primo livello di bui (cosa comunque abbastanza comune nei primi livelli) che a pari stack nostro va all-in. L’UTG fa istant call.
Cosa fare?: Fare Call o Fold? Certamente Fold. Gli all-in preflop in una fase come la low-blind sono moooolto consistenti e frequenti con AA o KK, in quanto nessuno vuole una “scualata” in faccia all’inizio di un Sit&go; nello specifico contro un giocatore di tipo loose da low-stakes, le percentuali che abbia una mano inferiore (AQ, AJ, AT o JJ) ci vedrebbe favorito e renderebbe il call più che corretto e conveniente, ma dopo un raise, riraise e un push, un avversario tight è probabile abbia davvero i “cowboys” o gli “american airlines” quindi nonostante noi fossimo in possesso di un’ottima mano, dovremmo foldare. In questa situazione ci vedremmo costretti a foldare anche AKs, potremmo permetterci un call solo con le due coppie over: AA e KK.

 

Mano esemplificativa n.2:
Tavolo: 9 giocatori
Livello dei bui: 20-40
Le nostre chips: 2000
La nostra mano: KK da UTG

L’azione: Il tavolo è stato fino a questo momento mooolto loose, nel 70% delle mani abbiamo assistito a raise preflop seguiti da diversi calling station.
Cosa fare?: Chiamiamo per 40 chips. Se raisassimo, aprendo noi il giro su un tavolo pieno di calling station potremmo limpare con l’intento di fare un riraise su un eventuale rilancio. Fare subito raise non è un azione sbagliata, anzi, ma con una coppia alta da UTG in un tavolo, ribadiamo, loose, la nostra migliore possibilità è quella di vincere un piatto preflop e di chiamare sperando che qualcuno rilanci; se così non fosse, potremmo comunque foldare su un flop non favorevole in quanto il piatto a questo punto della mano sarebbe comunque modesto.
L’azione: 6 avversari si appoggiano al nostro call (il pot è di 280 chips nel piatto); al flop escono:
Qcuori Qpicche Tfiori
Cosa fare?: Fare Check o Raise? Certamente Check. Il pot, non essendoci stati dei raise preflop, non è di quelli che fanno gola, ed è veramente probabile che uno dei nostri 6 avversari abbia una Q, e in quel caso solo un 8% di un K ci salverebbe, pochino no? Se anche in questo caso tutti optassero per un check dopo di noi, potremmo pensare di fare un raise al turn, purché non esca ne un A ne un T dando quindi la mano migliore a chiunque abbia in mano una di queste due carte.
L’azione: L’avversario alla nostra sinistra rilancia il minimo e ci sono 4 call.
Cosa fare?: Chiamare? Foldare? Rilanciare? Chiamare. Al momento potremmo essere sotto, ma il pot ora vale 480 chips ed offre pot odds di 12 a 1 ed il nostro call chiuderebbe l’azione e non rischieremmo di subire rilanci e controrilanci. Se dovesse scendere un K, noi ci porteremmo a casa un piatto importantissimo contro un avversario che probabilmente avrebbe tris di Q, ma è ancora possibile che la nostra mano sia la migliore al momento. Dopo il nostro call quindi ci sono 6 giocatori attivi e il pot vale 520 chips.
L’azione: Al turn esce un 6quadri; lo SB betta di 250chips.
Cosa fare?: Foldiamo subito. Questa è una bet troppo anomala, certo, potremmo essere ancora in vantaggio rispetto alla mano dello SB questo perchè se avesse una Q, e il board non presenta in questo caso scale, o colori, avrebbe optato per un check, il problema, sono gli altri 4 giocatori dopo di noi e uno di loro potrebbe rilanciare, o pushare, meglio rinunciare ora alla mano che trovarsi in brutte situazioni.

 

Parliamo ora di “ASSO-KAPPA“!!!
Eccoci ad un’altra gran mano in fase di low-blind; caratteristiche principali? Meno pericolosa di una coppia alta servita in quanto facile da foldare al flop se non leghiamo, e se lega la migliore perchè quell’asso o quel kappa scesi sul flop rappresenterebbero la top pair per noi e una carta in meno che avrebbe potuto migliorare la mano di un nostro avversario. Per farvi capire meglio, mettiamo di trovarci in mano con AA o KK e sul flop scendono: 8picche 7picche 6cuori; in questo caso avremmo uno scelta abbastanza difficile in caso di un’azione cruciale, in quanto la nostra overpair è fortissima, ma il flop è bello vario: 4/5 di colore, 4/5 di scala bilatera con un 9 o un 5 o magari già scala fatta con due connectors: T-9, o 5-4. Ci sarebbe invece facilissimo foldare AK, poiché per farci continuare l’azione, il board dovrebbe mostrarci come minimo un Asso o un Kappa e quindi con carte basse e vari rilanci il nostro sarebbe proprio ciò che comunemente si chiama: “Un Easy Fold”.

Mano esemplificativa n.3:
Tavolo: 9 giocatori
Livello dei bui: 30-60
Le nostre chips: 2000
La nostra mano: AK da SB

L’azione: Un giocatore loose con stack > al nostro rilancia 3x, 180 chips da middle position, sia il cut off con chips > al nostro stack, che il bottone con chips < alle nostre chiamano.
Cosa fare?: Chiamare?Foldare? Controrilanciare? Andiamo direttamente all-in. La nostra è una delle miglior mani per andare direttamente all-in preflop e saremmo sotto solo contro AA, e contro i “cowboys” avremmo comunque il 30% di possibilità di portare a casa il piatto tenendo conto che già 690 chips, sono nel piatto; con questa mossa aggressiva, accresceremmo il nostro stack di 1/3 e analizzando tutte le giocate possibili questa è la migliore: troppo forte come mano per foldare, un semplice call ci metterebbe comunque contro 3 avversari e saremmo i primi a parlare rischiando di beccarci in faccia raise su raise, ciò fa del nostro all-in l’azione migliore di tutto il tavolo.

Non male questa rubrica eh? Per oggi è tutto cari lettori, a martedì prossimo con la seconda categoria di mani giocabili in un Sit&Go in fase “lowblind”, le mani “solide/mediocri”!!!

“È meglio essere il giocatore che punta o rilancia piuttosto che essere il giocatore che chiama. Questo perché puntando e rilanciando hai la possibilità di aggiudicarti la mano immediatamente dato che tutti potrebbero foldare. Al contrario, non è mai possibile vincere immediatamente tramite un call”



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