Sit&Go Mania – ep. 4

Cari lettori, puntuali come un’orologio svizzero, eccoci giunti a martedì e quindi alla rubrica “Sit&Go Mania”.

Nell’episodio 3 c’eravamo lasciati con la promessa di parlarvi del gioco POSTFLOP in fase Low-Blind (bui bassi) dei nostri amati Sit&Go e quindi: “che POSTFLOP sia”!!!

La fase POSTFLOP in un Sit&Go è sicuramente la fase più critica, quella in cui le nostre “skills” pesano di più: “reading”, esperienza, aggressività la faranno da padrona in questo momento.

Per un’analisi più dettagliata, potremmo dividere il gioco POSTFLOP in quattro categorie:

1. Flop Ottimi: ovviamente quando “floppiamo” Top Pair con Top Kicker o ancora qualcosa di superiore (set, trips, scale, colori…)
2. Progetti Importanti: quando il flop ci regala progetti di colore “nut”, middle pair con scale bilatere/colori…
3. Mani Bettate: quando apriamo una mano PREFLOP, ma il flop non ci aiuta minimamente (esempio apriamo con AQs (s = suited) e il flop regala 4-8-10)
4. Mani Mediocri: Quando “floppiamo” una Top Pair con kicker debole e tutte le altre mani modeste come Middle Pair, doppia coppia con pero tre semi uguali al flop…

Ricordandovi che nelle mani in cui non fossimo stati noi a “bettare” (ovvero ad aprire le danze) e al flop ci ritrovassimo in bianco, dovremmo passare alla modalità check/fold senza troppi problemi.

Analizziamo ora, più nel dettaglio, la prima delle nostre quattro categorie ovvero i “Flop Otttimi”.
Partendo dal presupposto che stiamo parlando alla fine di “monster hand” (AK, AQ, AJ…), e che quindi PREFLOP, le dovremmo aver rilanciate (giusto???…), se al flop legassimo una mano Top Pair con Top Kicker, dovranno entrare in gioco le nostre abilità di “reading”; in un tavolo “loose” dovremmo rilanciare senza troppe remore per “valore” (ovvero aver la Top Pair con Top Kicker), puntando di più su board pericolosi o in mani con un’elevato numero di opponent.
Il nostro obbiettivo è mettere in difficoltà i nostri avversari e farli scegliere tra un “call rischiso” o un “fold”.

Passiamo ora alle nostre solite mani esemplificative per capire meglio l’argomento:
Mano esemplificativa n.6:


Tavolo: 9 giocatori
Livello dei bui: 30-60
Le nostre chips: 2000
La nostra mano: AQ a 3 giocatori dalla middle postion
L’azione: Due nostri opponent “limpano” e noi decidiamo di fare raise di 3,5x, ovvero 210. Piccolo e Grande Buio foldano, il primo opponent anche, ci chiama invece il secondo. Il pot è quindi diventato 570 fiches. Il Flop regala Q quadri, 7 cuori, 3 picche. L’opponent fa check.
Cosa fare?: Il check va escluso, dobbiamo puntare e la cosa migliore è fare un “continuation raise” (ovvero una puntata uguale al nostro raise iniziale) e quindi 210 fiches. Con un flop “rainbow” senza pericoli di colori e scale, dobbiamo puntare per valore ma senza andare, in gergo pokeristico, “troppo lunghi”, questo per il semplice motivo che pochissimo carte al turn potrebbero far perdere valore alla nostra mano; se invece il flop fosse stato Q quadri, 7 cuori, 6 cuori o ancora più coordinato, avremmo dovuto appesantire un po’ il nostro raise.
L’azione: L’opponent decide di chiamare i nostri 210; il pot così sale a 990 fiches. Al turn esce un 6 di picche e il nostro opponent fa check di nuovo.

Cosa fare?: Fare Check o Raise? Puntiamo senza pensarci troppo metà flop quindi 450, sempre per dare valore alla nostra mano.
L’azione: Ai nostri 450, e quindi con pot a 1440 fiches, il nostro opponent va all-in.
Cosa fare?: Call?Fold? Dobbiamo chiamare. Eravamo arrivati al turn con 1580 fiches, e il nostro opponent ci copriva; il pot ora è diventato importante: ci sono i 990 + i 450 + 1600 dell’opponent = 3040 fiches e chiamare ci costerebbe 1130 fiches; le pot-odds dicono che abbiamo 2,5/3 a 1 possibilità di chiamare avendo in mano Top Pair con Top Kicker; è possibile che il nostro opponent abbia doppia coppia, o più probabilmente un set di 3 ma noi, contro un solo giocatore, non possiamo foldare quello che è diventato un “monster pot” che ci offre buone odds.

La mano che abbiamo appena analizzato considerava un “Flop Ottimo”, ma gradiremmo spendere due parole anche sui “monster flop” ovvero flop in cui leghiamo o scale o colori. In questi flop è bene distinguere due categorie:

1) I flop in cui abbiamo una mano forte ma vulnerabile tipo: 7-6 off e flop T-9-8 oppure ancora peggio, 6-5s di fiori, su un flop J-9-7 tutte e tre a fiori. Il nostro obbiettivo quando ci ritroviamo in queste mani è quello di racimolare il più alto quantitativo di chips presenti sul tavolo, o se la nostra “reading” fosse eccellente, spingere una top pair a pagarci profumatamente il turn. Nel caso ci chiamassero due/tre giocatori e il turn fosse sfavorevole: per esempio un J nel primo esempio, ed un T a fiori nel secondo, dovremmo giocare con molta attenzione valutando anche il fold come azione da seguire.

2) Nel caso invece in cui avessimo una scala nut su un flop “rainbow”, o un colore nut o addirittura un full, e ci trovassimo in “late position” e fino a noi tutti i nostri avversari avessero fatto check, dovremmo comunque optare per una “value bet” di 1/2 pot; se invece ci trovassimo in “early position” dovremmo puntare per valore al turn questo perché abbiamo bisogno di estrarre valore e quindi chips dalle nostre mani forti. Poche mani sono imbattibili dopo il flop, per esempio un nostro AK su flop Q-J-T ci da un 25% che il turn sia un K o un A con la possibilità di splittare il pot con un nostro avversario. Se poi scendesse una Q, un J, o un T, dovremmo anche preoccuparci dei full; considerando che esiste anche quel 18,3% di possibilità di un colore runner runner, capite bene come una nostra “value bet” non risulterebbe dannosa anche se facesse scappare tutti i nostri opponent.

Vi appassiona questa rubrica cari lettori?
Anche per oggi noi di VivereDiPoker.com vi salutiamo, ma vi diamo appuntamento a martedì prossimo con la seconda categoria della fase POSTFLOP, i “Progetti Importanti”.

È tratto a disprezzare i grandi progetti, chi non si sente capace di ottenere grandi risultati” Luc de Clapiers de Vauvenargues



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