Slowroll: cos’è e come funziona

Chiariamo subito una cosa: lo slowroll non centra nulla con lo slow play. Lo slow play si verifica quando, ad esempio, con una monster hand ci limitiamo ad un check (o un semplice call) per aumentare l’entità del piatto. Lo slowroll è ben diverso.

Lo slowroll, in parole semplici, è inteso come la “perdita di tempo”. Siamo gli ultimi a parlare e vogliamo provocare ed infastidire l’avversario facendo scorrere molto tempo prima di compiere la nostra azione, che già avevamo in mente.

Un esempio renderà ancor meglio l’idea: siamo rimasti in 2 giocatori nella mano in corso, il nostro avversario rilancia e noi, che abbiamo legato un punto nuts, aspettiamo… aspettiamo… aspettiamo… e poi chiamiamo o andiamo in all-in.

Questo genere di azioni è considerato un vero e proprio sgarro, un’azione inutile che serve solo a provocare un avversario, e a “rovinare” la nostra immagine al tavolo. Quindi, se volete un consiglio spassionato, evitate questo genere di comportamenti…

Nel poker, come nella vita, non è mai “fruttuso” prendersi gioco degli altri. E più aumentano i livelli in cui giochiamo (intesi come valore del buy-in) e maggior importanza avrà l’etichetta; più rispetto conquisteremo da parte dei nostri avversari e più la nostra strada verso una “carriera pro” prenderà valenza.



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