Tornei di poker: tre mosse da donk che diventano pro

Eccoci qui cari amici per tuffarci di nuovo in una divertente lezione di strategia sul Texas Holdem!
Prima che iniziate ad insultarci, ci teniamo a specificare che le tecniche che vi elencheremo sono state approvate da un gran numero di professionisti che le hanno testate sia live sia online, sostenendo a gran voce che talvolta agire da donk possa rivelarsi una mossa profittevole e quanto mai azzeccata. Questo si chiama sapersi adattare alle situazioni!

Ebbene sì, oggi vi insegneremo a fare i donk con stile, sia questo un torneo live in qualche casinò o a casa di amici, sia invece un torneino online in una casa da gioco con licenza aams.

Mossa numero 1 – Limpare una coppia d’Assi
Gli assi vanno protetti, e questo è un dato di fatto. Ma converrete con noi che nelle fasi iniziali di un torneo, quando ad esempio i bui sono 25/50 con stack di 10.000, non c’è un rilancio che possa convincere gli avversari, a meno che non impegniamo gran parte del nostro stack nel piatto e ci accontentiamo di mangiare i bui. A questo punto, i pro suggeriscono di limitarsi a chiamare, uscendo con un eventuale contro-rilancio nel caso in cui un avversario scegliesse suo malgrado di fare raise. Questo è il modo migliore per cercare di controllare il piatto e ricavare di più – quando ve ne sia l’occasione – dalla nostra coppia d’assi nelle fasi iniziali di un torneo.

Mossa numero 2 – Fare una donk bet
Chiamasi donk bet la puntata effettuata dopo il flop, quando prima del flop ci si è semplicemente limitati a chiamare un rilancio. La donk bet però non è poi così da donk quando viene effettuata con l’avversario giusto: vi ricordate ad esempio i bei tempi dei giocatori estremamente loose nelle sale americane? O all’avvento del gioco made in Italy coloro che erano convinti di sbancare facendo gli aggressivi in modo spasmodico solo perché pensavano che nelle poker rooms legali ci fossero solo pesciolini? Ecco quando funziona la donk bet, quando ci troviamo davanti giocatori impulsivi e che non pensano troppo a quello che c’è sul flop, chiamando alla rinfusa con qualsiasi mano. Giriamo la cosa a nostro favore, e piazziamogli una bella puntata da asini dopo averli semplicemente chiamati prima del flop.

Mossa numero 3 – Chiamare un raise e mandare la vasca post-flop
Sono finiti i tempi in cui bastava mandare la vasca per spingere qualcuno a foldare, al giorno d’oggi si gioca in modo così avventato a volte da far sembrare pot odds, implied odds e fold equity dei vocaboli senza senso appartenenti ad una lingua morta. Anche in questo caso, giriamo la cosa a nostro vantaggio. Se abbiamo una mano forte, prima del flop limitiamoci a chiamare il rilancio degli avversari, per poi spingere in mezzo tutte le nostre fiches appena dopo il flop. Sì, a volte faremo foldare delle mani che ci avrebbero chiamati se avessimo mandato la vasca prima ed ora invece passano, ma la maggior parte delle volte verranno a vederci avversari con mani marginali che hanno legato qualcosa al flop.

Quindi oggi non solo vi auguriamo buon torneino, ma – per una volta – fate i donk! ;-)



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