VivereDiPoker intervista Saretto2, il campione Internazionale di Poker Online 2010

Noi di VivereDiPoker, pensiamo sia giusto dare spazio non soltanto ai più celebri giocatori, ma anche e soprattutto a quelle giovani leve che (in maniera mediaticamente meno urlata) hanno riscosso i loro bei successi di cui pochi – o nessuno – parla! Per questo abbiamo deciso di intervistare il simpatico Saretto2, vincitore dell’ICOP7 di Paradise Poker!

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Questo talentuoso (oltre che molto disponibile e simpatico) ragazzo un passo alla volta sta coronando il suo sogno di riuscire a vivere di poker, seppure senza l’appoggio di alcuna poker room, che evidentemente preferiscono sponsorizzare qualche nuova oca della tv!!!!

Ma noi in Saretto2, come in tutti i ragazzi come lui, abbiamo molta fiducia e speriamo che questo piccolo spazio gli sia utile come vetrina per farsi conoscere nel mondo del poker. Quindi a tutti i manager delle poker room: invece di stra-pagare sportivi (già ricchi) o l’ultima uscita dalla casa del Grande Fratello, guardatevi bene attorno… c’è chi, in silenzio, ottiene risultati VERI!!!

1- Saretto2, vogliamo che sia tu a presentarti a tutti gli amici di VivereDiPoker. Dicci qualcosa di te!
Innanzitutto vorrei salutare lo staff complimentandomi per il sito che e’ veramente carino ed interessante,e ringraziarlo per avermi richiesto questa intervista. Beh che dire… mi chiamo Rosario e sono un 29enne catanese, un ragazzo credo come tanti, che ama lo sport in generale e che nel tempo libera si dedica pure alla danza caraibica! :-)

Precisamente vivo a Misterbianco , un paesino al confine con Catania. Come caratteristica concludo con “malato di texas”… che secondo me e’ il più bel gioco di carte mai inventato.
Un saluto a tutti i lettori!

2- Quando sei stato contagiato dalla febbre del poker? C’è stato un “evento scatenante”?
Ho conosciuto il poker (come penso la maggior parte dei ragazzi in Italia) tramite la tv. Guardavo sempre quando facevano le sintesi in tv la sera. Mi e’ piaciuto da subito il gioco e mi rendevo conto che tante giocate che vedevo fare riuscivo facilmente a capire il motivo per cui venivano fatte. Parlando con degli amici di questo nuovo sport che stava venendo alla ribalta del grande pubblico qui da noi, uno mi ha detto che ogni tanto si riunivano un paio di amici e facevano dei tornei. Ero curioso di provare a giocare… e ci siamo visti una sera. Abbiamo fatto 2 sit&go da 8 persone,mettendo 20 euro a testa. Era la prima volta che giocavo, e li ho vinti entrambi! :-)

Un paio di giorni dopo sono andato in un’agenzia di scommesse in cui avevo visto che c’erano a disposizione i pc per giocare ed ho aperto un conto. Ho versato 50 euro… e dopo due giorni erano diventati 1500… tutti nei sit&go. Quello dell’agenzia e’ rimasto sconvolto :-) e con lui anch’io.
Ho deciso di munirmi di pc e linea adsl per giocare ogni tanto (senza pero’ farmi progetti assurdi, ma solo per passare il tempo ogni tanto e per vedere se era un caso). Ecco come e’ nata la mia passione per il poker!
Comunque tengo a precisare che più che per le vincite questa passione e’ nata perche’ mi sono reso conto che giocare a Texas Hold’em mi piaceva tantissimo.

3- E adesso vorremmo che tu ci raccontassi il cammino che ti ha portato a diventare il campione internazionale di poker online alla scorsa edizione dell’ICOP di Paradise Poker, quindi dall’inizio della tua avventura, alle mani chiave, fino al coronamento di un piccolo sogno.
È successo che per un mese circa la poker room tempestava i tavoli con i messaggi per annunciare questo torneo. Devo dire la verità, non sapevo cosa volesse dire la parola ICOP,ma avevo intuito che comunque era un qualche torneo particolare. Bene, il giorno prima mi sono iscritto ad un satellite da 2 euro e mi sono qualificato. La sera stessa mentre giocavo ho scoperto di che torneo si trattava.

A inizio torneo ho preso una bad beat.. e da 5000 chips iniziali sono rimasto a 1800. Poi mi sono ripreso ed ho proseguito tutto il torneo sempre sotto average, sino a quando non siamo entrati a premi. Insomma e’ stato una
sofferenza. Io sono per la frase “1 chip 1 chance”, per questo penso che fino a quando sei dentro ad un torneo devi avere sempre la pazienza di non buttarti subito perchè devi recuperare, e che fin quando sei in gioco puoi sempre vincere.
Finalmente tra una mano e l’altra siamo arrivati al tavolo finale. Pensate… erano le 9 del mattino. Il torneo era iniziato alle 21 della sera prima (e qua polemica al sito che non ha fatto svolgere il torneo in 2 giorni). Avevo fumato circa 50 sigarette e bevuto mezzo litro di caffè! :-)
Mi teneva ancora sveglissimo e attivo l’adrenalina, come potrete immaginare. Devo dire che per quanto bisogna avere fortuna per arrivare comunque ad un final table in un torneo di 3170 partecipanti, dove tra l’altro devo dire che c’era un livello veramente alto, il mio torneo e’ stato quasi assurdamente regular, cioè tutti
gli all in in cui sono stato coinvolto ero sempre sopra e non sono mai stato skulato (scusate il termine). Ovviamente le mani decisive per vincere sono state al final table, e quella che mi e’ rimasta impressa è stata quando eravamo in 7: io quinto in chips mi scontro col quarto. Lui limpa da utg… io da bottone ho AK e rilancio, i bui passano e l’utg pusha. Credetemi e’ stato il call più difficile della mia vita, perchè da quando eravamo sui due tavoli non si era più praticamente visto un flop. Era tutto un gioco di raise e re-raise preflop. Quindi che questo limpava da utg e poi pushava mi sapeva troppo ma troppo di KK-AA. Ho consumato tutti i 300 secondi che avevo nel timebank.. quando a 10 secondi dalla fine mi sono convinto che lui questa giocata la stava facendo perchè pensava che io stessi rubando da posizione e che quindi poteva avere o AQ o una coppia media. Insomma call… e lui mi gira QQ. Coinflip decisivo. Bianco il flop, bianco il turn… K al river. Non vi dico che e’ successo con quel K a casa mia. Ovviamente si era formata la curva a casa mia.. dato che erano
le 10 circa del mattino.
Poi in 4 c’eravamo 2 con circa 6 milioni in chips, uno 3 milioni e uno 2. Mi scontro col pari-stack tra raise e re-raise preflop andiamo al flop che recita J 9 8, con 9 e 8 a quadri. Io ho in mano Q10. Andiamo all’all in.. stranamentem perchè questo ragazzo era secondo me il più forte del torneo. Comunque lui ha A4 a quadri. PANICO!!! Non chiude il colore e io divento stra-chipleader… e da là vinco anche abbastanza agevolmente contro gli altri 2.
Ecco come e’ andata! :-)

4- Qual è il tuo stile di gioco e cosa fai per migliorarti?
Il mio stile di gioco e’ tight-super aggressive, ovvero riesco a foldare anche un’ora di seguito… anche belle mani… ma quando entro nel piatto deve essere mio! Ho capito che il 90% delle volte in cui tu su un raise vai in re-raise… vinci il piatto. Se mi vedeste giocare per me non esiste il call (eccetto ad inizio torneo quando i piatti sono solo di studio) ma o rilancio o contro-rilancio… cerco di evitare di giocare la mano con poche informazioni. Gioco molto sull’avversario e sulla situazione. Secondo me è difficile anche leggermi, perchè entrando in poche mani quasi sempre in re-raise i miei avversari mi fanno sempre atomico. E poi passo da un gioco passivo magari per un’ora ad un gioco aggressivissimo. Insomma credo (e spero) che sia difficile “leggermi”, comunque in generale la mia qualità più importante credo sia il saper evitare le bad beat. Riesco a fare fold allucinanti in mani scritte. A fine di ogni giocata in cui perdo mi faccio un riassunto della mano e cerco di capire dove ho sbagliato e se si poteva fare qualcosa per evitarla.

Ecco cosa faccio per migliorarmi oltre a guardare costantemente le partite dei campioni in tv. Nell’ultimo periodo poi sono migliorato tanto sul non perdere le staffe, anche se a volte ancora mi capita quando analizzando una mano in cui sono uscito e alla domanda “come potevo evitare questa eliminazione?” mi rispondo “non potevo fare nulla contro questo super-donk” :-)

5- Quante ore dedichi al poker giornalmente? E soprattutto preferisci giocare live oppure online?
Beh veramente tante… forse troppe. Diciamo mediamente 8 ore. Questo da quando mi sono dedicato esclusivamente al poker. Ci sono giorni in cui faccio mega-scorpacciate di poker e arrivo veramente a tante ore. Ripeto, la passione e’ veramente tanta. La cosa che un po’ mi rattrista è non poter fare spesso i tornei più grossi… dato che è vero che ho vinto un bel gruzzoletto con quel torneo, ma c’erano così tanti problemi (e non mi vergogno a dirlo) a casa mia di denaro che la metà l’ho utilizzata per aiutare a casa. Quindi adesso gioco

regolarmente perchè vedo che riesco a guadagnare più di quando mi spaccavo la schiena nei cantieri edili… ma il profitto mi va praticamente da stipendio.
Insomma non ho un vero e proprio bankroll… ma ogni mese bisogna fatica’ :-)
In questo senso mi sento un po’ un leone in gabbia… ma come me credo siano in tanti.
Tra il live e l’online non mi cambia molto. Forse leggermente di più preferisco giocare online, magari perche’ ho svariatissime varianti di gioco e perchè mi piace avere almeno tre tornei. Comunque credo che il mio modo di
giocare live sia leggermente diverso dall’online… per una serie di cose. Online il bluff ad esempio lo imposti sulle info che hai avuto dal giocatore e dalla mano. Live c’e’ una serie di cose in più, come il comportamento
dell’avversario e le reazioni fisiche che ha durante la mano.

6- Noi di VivereDiPoker pensiamo che il mondo del poker (le sponsorizzazioni in particolare) pecchino di poca meritocrazia. Tu cosa ne pensi? I giocatori che rappresentano le poker room rispecchiano le tue aspettative?
Guarda non me ne parlare :-) È come quando per strada vedi quella “gnocca” che sta con quel deficiente :-)

Forse sarà che tutti abbiamo un po’ di invidia… ma comunque credo che essendo ormai un grosso giro d’affari le poker room spesso puntino ad avere il personaggio, piuttosto che un buon giocatore. La cosa che mi fa leggermente incavolare e’ che vedo che nelle poker room ci sono veramente dei bravi giocatori che non vengono presi in considerazione. Alcuni che per problemi di buy in purtroppo non potranno mai emergere e via discorrendo, altri che vincono una serie imbarazzante di tornei ma nonostante ciò non vengono considerati. Insomma come in tutti i campi ci vuole anche un po’ di fortuna in questo.
Anche capendo le motivazioni economiche che spingono a certe sponsorizzazioni spero che in futuro si vada più per meritocrazia appunto. Però una cosa la voglio dire… vabbè tutte le sponsorizzazioni ai personaggi famosi… ma alla bella signorina del Grande Fratello… dai… non esagerate!

7- Vogliamo farti uscire dall’anonimato, com’è giusto che sia: quindi fai un tuo personale appello a qualche poker room affinchè licenzi dalla sua squadra di pro qualche fantoccio/a strapagato/a per dare un riconoscimento ad un giovane campione come te, che negli scorsi mesi hai raggiunto un risultato così
importante.
Beh, la sponsorizzazione in una poker room credo sia il sogno un po’ di tutti… che dire è il sogno che più desidererei avverare in questo periodo. Mi alleno tantissimo per realizzarlo e non so perchè ho abbastanza fiducia su questo. Spero che qualcuno scopra che questo titolo (forse per la prima volta, ma non ne sono sicurissimo) è stato vinto da un italiano e che qualcuno dia a questo ragazzo l’opportunità di farsi notare… magari con un periodo di prova… incrociamo le dita.

8- Per chiudere, vuoi regalarci il tuo mantra pokeristico, una frase che ti aiuta sui tavoli verdi?
Ve ne do 3 che mi accompagnano :-)
1) one chip one chance
2) meglio rilanciare che fare call
3) no tranquillo non mi chiedere scusa per la sculata… non e’ colpa tua se sei un donk… e in fondo sono contento di questo ;-P
Ciao a tutti e grazie ancora.

No Saretto, GRAZIE A TE, per averci ricordato che i nostri piccoli sogni possono diventare realtà! ;-)



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