WSOP 2011 e i casini legali di Full Tilt

Main Event Wsop, Las Vegas, 7 luglio 2011 ore 12.00
L’evento più atteso nel mondo del poker, il più combattuto, e per questo 2011 ci sono oltre 6500 iscritti!!
Tra questi già da un mesetto sapevamo non avrebbe fatto parte Phil “Tiger Woods” Ivey in protesta da quel fantomatico “Black Friday”…Black che…???
Torniamo indietro di qualche mese…

Era il 15 aprile 2011, il Doj (Department of Justice) e l’F.B.I (Federal Bureau of Investigation) degli Stati Uniti d’America, decidono di OSCURARE il dominio internet di una delle poker room più famose al mondo: Full Tilt Poker; nello stesso giorno vengono congelati i conti bancari dei dirigenti, dei proprietari e degli azionisti. Motivo? Riciclaggio di denaro, frode bancaria e fiscale e violazione sul gioco d’azzardo statunitensi. Soprannominato “The Black Friday”, i giocatori degli Stati Uniti NON possono più giocare a poker su Full Tilt, e alcuni (tra questi quasi tutti i Top Pro) non riescono a ritirare le vincite dai propri bankroll online. Questo però avviene solo in America, negli altri paesi Full Tilt continua a funzionare “liscio come l’olio” e a macinare soldi.

Il buon Phil Ivey, il 2 giugno 2011, presenta una denuncia contro la Tiltware (società che gestisce l software e tutto il marketing per Full Tilt):


Questa la causa che Phil Ivey, dopo aver assunto l’avvocato David Z. Chesnoff di Las Vegas, ha presentato alla Corte Distrettuale di Clark County in Nevada.

Il motivo che ha spinto Phil Ivey a denunciare la Tiltware, e in secondo luogo Full Tilt, è il suo contratto con la poker room sopracitata che, stando alle dichiarazioni di Ivey, “non è più valido perché inapplicabile”. Ivey sottolinea poi di esser stato danneggiato dalla perdita di proventi, oppurtunità lavorative e chi più ne ha, più ne metta e ne ha risentito anche la sua reputazione professionale e personale; danni che ammonterebbero a pochi spiccioli quali: 150.000.000 $ (cento-cinquanta-milioni-di-dollari….. ehm, ehm….).
La risposta della Tiltware a questa denuncia non si è fatta attendere e il mattino seguente ha così risposto al signor Ivey:
“Al contrario dell’ipocrisia dell’annuncio pubblico, l’infondata azione legale di Phil Ivey mira ad aiutare un solo giocatore – lui stesso. Nel tentativo di arricchirsi ulteriormente a spese degli altri, Mr. Ivey sembra aver fatto causa con calcolato tempismo per ostacolare accordi con varie parti – accordi che avrebbero permesso di riportare i soldi nelle tasche dei giocatori. Precisamente, Mr. Ivey è stato invitato – ed ha rifiutato – di assecondare le richieste della società volte a risolvere questa situazione inclusa la richiesta di restituzione di un’ingente somma di denaro che lui stesso deve al sito. La Tiltware dubita che la causa frivola ed egoistica causa di Mr. Ivey possa arrivare in tribunale. Se ciò dovesse comunque accadere, la società è pronta a presentare fatti che dimostrano come Mr. Ivey stia anteponendo i propri piccoli interessi finanziari a quelli dei giocatori che dice di voler aiutare.”
A CHI CREDERE ORA??

Ma non finisce qui, il 27 giugno 2011 mister Jack Binion, il boss dei casinò, fondatore delle WSOP e presidente della Wynn International, coglie la palla al balzo e chiede un incontro con le capocce di Full Tilt per una possibile acquisizione della poker room.

Non passano neanche due giorni che il 29 giugno 2011, la A.G.C.C (Alderney Gambling Control Commission) sospende, come conseguenza degli esiti delle indagini dell’F.B.I , la licenza di Full Tilt. Ovvero? Full Tilt cala il sipario in TUTTO il mondo, nessuno può più giocare o prelevare fondi, il mondo del poker online trema!

Il 1 luglio 2011 il L.A Times (parente stretto del NY Times), annuncia che un gruppo sconosciuto di investitori/azionisti europei avrebbe acquistato l’azienda Full Tilt portando con loro quei 150 milioni di $ che servirebbero per risanare i conti di gioco dei players americani. La Tiltware però non ha ancora raggiunto un accordo definitivo con la A.G.C.C per farsi rilasciare di nuova la licenza online, quindi il contratto rimane senza firme apposte!
Un giorno dopo, 2 luglio 2011, il buon Phil Ivey si traveste da “Capitan America”, dichiara di voler ritirare la denuncia verso la Tiltware se questa assicuri che TUTTI i giocatori statunitensi saranno pienamente risarciti.

Il 4 luglio 2011, giorno della festa d’indipendenza americana, la A.G.C.C rilascia un comunicato in cui dichiara che i colloqui con la poker room irlandese Full Tilt sono a buon punto e che tutte e due le parti stanno lavorando per sbloccare la situazione.
Ta daaann, 5 luglio 2011, i nostri cugini (per modo di dire…) francesi della A.R.J.E.L, ovvero l’attività francese in materia di giochi online, sospendono la licenza di Full Tilt France per le stesse motivazioni che avevano indotto la A.G.C.C a farlo oltre oceano con la clausola che  Full Tilt tornerà titolare dei privilegi acquisti in territorio francese non appena risolverà per proprie problematiche. Mèrde. Au revoir…

6 luglio 2011, sulla pagina di Twitter del nostro caro Zio Doyle si legge: “Niente Main Event per me quest’anno, a meno che il DOJ non mi paghi la quota di ingresso”. Alla fine ci è andato… ma è uscito al Day 1A :-(

7 luglio 2011…cosa aspettarci da questo Main Event? Che Phil “Capitan America” Ivey ci abbia un po’ deluso non ci fa piacere, ma ricordiamoci che l’anno scorso a NOI italiani di Doyle e Phil, non ce ne fregava un emerita cippa, perché al final table non c’erano loro, ma un certo Filippo Candio, e che anche se molti di noi non saranno li, ne ora ne forse mai, ma con la fantasia e il cuore ci siamo ogni maledetto anno!



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