WSOP, al centro dei riflettori ci sono… i dealer!

Le World Series of Poker sono iniziate: i tornei procedono a ritmo incalzante, o forse dovremmo dire che procedono a gran ritmo… ma rallentate dai dealer.

Stavolta ci sono proprio i poveri mazzieri al centro dell’attenzione, mentre i campioni si danno battaglia sui tavoli del campionato del mondo di poker: sembra infatti che un gran numero di giocatori si sia lamentato via Twitter del basso livello dei dealer, giudicati troppo lenti e soprattutto impreparati circa le regole delle diverse varianti di poker.

Purtroppo sappiamo bene tutti quanto sia importante il ruolo del mazziere durante una partita dal vivo, specialmente se in palio ci sono migliaia (e spesso milioni di dollari). Il fatto è che il WSOP attira sempre più giocatori, e l’organizzazione quindi è costretta ad assumere un gran numero di dealer, riducendosi talvolta a puntare su giovani forse troppo inesperti per un evento di questo calibro.

Da Jason Mercier a Josh Arieh, sono stati davvero tanti i pro che hanno preso posizione in questa causa, asserendo che il numero di mani per livello è imbarazzante, e soprattutto gli errori commessi al tavoli sono così imponenti da pregiudicare anche il clima al tavolo.

Sebbene noi – abituati a fare le carte nei tornei in cantina – possiamo capire benissimo la posizione dei poveri dealer principianti che si vedono catapultati da un giorno all’altro sui tavoli del Campionato di poker con la C maiuscola, d’altro canto non possiamo non comprendere anche la posizione dei giocatori, che vedono le loro fiches maneggiate da chi ne capisce poco o quasi nulla.

E noi che ci lamentavamo dell’amico che sbagliava sempre a dare la prima carta…



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